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Come Deumidificare un Terrario

Deumidificare un terrario non significa semplicemente farlo diventare il più asciutto possibile. L’obiettivo corretto è riportare l’umidità nell’intervallo adatto alla specie ospitata e, soprattutto, evitare che rimanga eccessivamente alta per molte ore o giorni. Un geco leopardino, un drago barbuto, un pitone reale e una rana tropicale hanno esigenze ambientali molto diverse. Prima di modificare ventilazione, substrato o nebulizzazione bisogna quindi sapere quale umidità dovrebbe avere realmente il terrario.

Un ambiente costantemente troppo umido può favorire condensa, muffe, cattivi odori e proliferazione microbica. Per alcune specie adattate ad ambienti aridi può inoltre aumentare il rischio di problemi cutanei o respiratori. All’estremo opposto, ridurre troppo l’umidità può creare difficoltà nella muta e problemi di idratazione. La soluzione migliore consiste quindi nel misurare prima di intervenire e modificare una variabile alla volta.

Nella maggior parte dei casi, per abbassare l’umidità non serve un vero deumidificatore inserito nel terrario. Si ottengono risultati migliori aumentando il ricambio d’aria, riducendo la quantità di acqua introdotta, correggendo il substrato e verificando la posizione della ciotola dell’acqua. Anche l’umidità della stanza nella quale si trova il terrario può avere un’influenza importante.

Vediamo quindi come deumidificare correttamente un terrario, come capire se l’umidità è davvero troppo alta e quali errori evitare per non trasformare un problema di eccesso di acqua in un ambiente eccessivamente secco.

Indice

  • 1. Prima di tutto verificare quale umidità richiede la specie
  • 2. Misurare correttamente l’umidità
  • 3. Non valutare l’umidità da una singola misurazione
  • 4. Aumentare la ventilazione del terrario
  • 5. Controllare che le griglie non siano ostruite
  • 6. Ridurre la nebulizzazione
  • 7. Lasciare diminuire naturalmente l’umidità tra una nebulizzazione e l’altra
  • 8. Controllare l’eventuale umidificatore o fogger
  • 9. Valutare il substrato
  • 10. Rimuovere il substrato fradicio
  • 11. Controllare il drenaggio nei terrari tropicali
  • 12. Controllare dimensioni e posizione della ciotola dell’acqua
  • 13. Controllare eventuali fontane e cascate decorative
  • 14. Aumentare la temperatura serve a ridurre l’umidità?
  • 15. Controllare la temperatura insieme all’umidità
  • 16. Utilizzare una ventola per aumentare il ricambio d’aria
  • 17. Non utilizzare una ventola troppo potente
  • 18. Deumidificare la stanza invece del terrario
  • 19. Non mettere un normale deumidificatore dentro il terrario
  • 20. La condensa sui vetri significa sempre umidità troppo alta?
  • 21. Cosa fare se si forma continuamente muffa
  • 22. Terrario bioattivo troppo umido
  • 23. Creare una zona umida invece di mantenere umido tutto il terrario
  • 24. Aprire le porte del terrario per farlo asciugare?
  • 25. Attenzione all’umidità notturna
  • 26. Cosa fare in estate
  • 27. Cosa fare in inverno
  • 28. Non utilizzare riso, sale o altri rimedi casalinghi
  • 29. Come capire se il terrario sta diventando troppo secco
  • 30. Ridurre l’umidità gradualmente
  • 31. Quando bisogna cambiare il terrario
  • 32. Come impostare una routine di controllo
  • 33. Errori da evitare quando si deumidifica un terrario
  • 34. Come deumidificare correttamente un terrario

Prima di tutto verificare quale umidità richiede la specie

Non esiste un valore ideale valido per qualsiasi terrario.

Alcuni rettili deserticoli richiedono un ambiente relativamente asciutto. Per esempio, per specie come geco leopardino e drago barbuto vengono normalmente mantenuti valori ambientali piuttosto bassi, con eventuali zone localizzate più umide quando necessarie.

Al contrario, molte specie tropicali hanno bisogno di percentuali decisamente superiori. Anche per alcune di queste, però, non è necessariamente corretto mantenere continuamente il terrario completamente saturo di umidità. In natura esistono spesso oscillazioni tra giorno e notte oppure tra il momento successivo alla pioggia e le ore seguenti.

Prima di iniziare a deumidificare cerca quindi una scheda di allevamento affidabile relativa alla specie esatta, possibilmente facendo riferimento a fonti veterinarie, associazioni specializzate o documentazione di allevamento riconosciuta.

Ridurre un terrario dal 75% al 40% può essere fondamentale per un animale adattato ad ambienti aridi e completamente sbagliato per una specie che necessita di condizioni tropicali.

Misurare correttamente l’umidità

Per capire se esiste realmente un problema serve un igrometro.

Gli igrometri digitali con sonda sono generalmente più facili da leggere e permettono di collocare il sensore nel punto desiderato. Nei terrari abbastanza grandi può essere utile utilizzare più di un sensore, soprattutto quando esistono una zona calda e una zona fresca ben distinte.

La posizione è importante. Un sensore appoggiato sul substrato bagnato può rilevare un’umidità molto diversa da quella dell’aria nella parte centrale del terrario.

Allo stesso modo, sistemarlo direttamente sotto una lampada riscaldante può fornire valori poco rappresentativi dell’ambiente complessivo.

Segui le indicazioni previste per la specie. Per alcuni rettili viene consigliata la misurazione nella zona fresca del terrario.

Non valutare l’umidità da una singola misurazione

L’umidità relativa varia continuamente durante la giornata.

Può aumentare di notte quando la temperatura diminuisce e scendere rapidamente quando le lampade si accendono e l’aria si riscalda. Dopo una nebulizzazione può inoltre salire molto per poi diminuire nell’arco di poche ore.

Un valore elevato registrato immediatamente dopo avere spruzzato acqua non indica quindi necessariamente un problema.

Ciò che conta è capire se il terrario rimane eccessivamente umido per un periodo prolungato.

Misura quindi i valori in momenti differenti: prima dell’accensione delle lampade, durante la giornata, dopo la nebulizzazione e qualche ora più tardi. In questo modo puoi osservare il ciclo reale dell’umidità invece di basarti su un numero isolato.

Aumentare la ventilazione del terrario

Quando l’umidità rimane costantemente troppo alta, aumentare il ricambio d’aria è una delle prime soluzioni da valutare.

L’aria umida deve poter uscire e venire sostituita da aria più asciutta proveniente dalla stanza.

Nei terrari progettati correttamente questo processo avviene attraverso aperture poste a differenti altezze. L’aria più fresca può entrare dalle prese inferiori, mentre quella riscaldata sale ed esce dalle aperture superiori, creando un naturale effetto camino.

Se alcune prese d’aria sono state coperte per conservare calore o umidità, prova a liberarne progressivamente una parte.

Non eliminare però improvvisamente tutte le coperture se ospiti una specie che richiede comunque una determinata umidità. Procedi gradualmente e controlla l’igrometro.

Controllare che le griglie non siano ostruite

A volte la ventilazione è teoricamente presente, ma nella pratica funziona poco.

Controlla le griglie inferiori e superiori. Substrato, decorazioni, pannelli, sfondi e foglie artificiali possono ostacolare il passaggio dell’aria.

Anche polvere e residui possono accumularsi sulle reti più fitte.

Pulisci le aperture senza utilizzare prodotti potenzialmente nocivi per l’animale e verifica che davanti alle prese d’aria rimanga spazio sufficiente.

Se il terrario è appoggiato quasi completamente contro una parete e le aperture posteriori hanno pochi millimetri disponibili, anche questo può limitare il ricambio.

Ridurre la nebulizzazione

Una delle cause più comuni dell’umidità eccessiva è una nebulizzazione troppo frequente.

Se utilizzi uno spruzzatore manuale, prova a ridurre quantità o frequenza rispettando sempre le necessità della specie.

Con un sistema automatico controlla durata e numero dei cicli. Una nebulizzazione di trenta secondi può avere un effetto molto diverso da una di diversi minuti.

Non è necessario che tutte le superfici rimangano continuamente bagnate, salvo casi molto particolari.

Osserva soprattutto cosa succede tra due nebulizzazioni. Se il substrato è ancora completamente saturo quando parte il ciclo successivo, probabilmente stai introducendo acqua più velocemente di quanto possa essere eliminata.

Lasciare diminuire naturalmente l’umidità tra una nebulizzazione e l’altra

In molti habitat tropicali l’umidità non rimane identica 24 ore su 24.

Può aumentare dopo una pioggia o durante la notte e diminuire nelle ore successive grazie a temperatura e ventilazione.

Un terrario può quindi beneficiare di un vero ciclo di umidità invece di essere mantenuto continuamente allo stesso valore elevato.

Se nebulizzi nuovamente appena l’igrometro comincia a scendere, impedisci al terrario di asciugarsi.

Prima di aumentare il numero delle nebulizzazioni verifica quindi quale andamento sia appropriato per la specie allevata.

Controllare l’eventuale umidificatore o fogger

Un nebulizzatore a ultrasuoni o fogger può portare rapidamente l’umidità a valori molto elevati.

Se il terrario è troppo umido, riduci il tempo di funzionamento oppure sospendilo temporaneamente, purché questo sia compatibile con le esigenze dell’animale.

Utilizzare un umidificatore senza un sistema di controllo può facilmente produrre più umidità del necessario.

Per installazioni che richiedono un controllo preciso può essere utilizzato un regolatore di umidità compatibile, in grado di attivare e disattivare il dispositivo secondo un valore impostato.

Ricorda comunque che il sensore deve essere collocato correttamente. Se si trova esattamente davanti all’uscita della nebbia, leggerà valori molto diversi da quelli presenti nel resto dell’ambiente.

Valutare il substrato

Il substrato può trattenere una quantità sorprendente di acqua.

Fibra di cocco, muschi e miscele ricche di materiale organico vengono spesso scelti proprio perché mantengono bene l’umidità. Sono quindi molto utili nei terrari tropicali, ma possono diventare controproducenti in un ambiente che deve rimanere relativamente asciutto.

Se il fondo è costantemente bagnato, riduci l’acqua introdotta e verifica se il substrato utilizzato è realmente appropriato per la specie.

In un terrario arido può essere necessario utilizzare una miscela che dreni e asciughi più facilmente.

Non sostituire però il substrato scegliendone uno esclusivamente perché “secco”. Bisogna considerare anche sicurezza dell’animale, possibilità di scavare, ingestione accidentale e comportamento naturale.

Rimuovere il substrato fradicio

Quando il substrato è completamente saturo, aspettare che si asciughi all’interno di un terrario scarsamente ventilato può richiedere moltissimo tempo.

Se la specie e l’allestimento lo consentono, rimuovi le parti eccessivamente bagnate e sostituiscile con substrato pulito e appropriato.

Questo è particolarmente utile quando l’eccesso d’acqua è stato provocato accidentalmente, per esempio da una ciotola rovesciata o da un sistema di nebulizzazione rimasto acceso troppo a lungo.

Nei terrari bioattivi bisogna invece procedere con maggiore cautela, perché il substrato ospita piante e organismi decompositori. In quel caso è spesso preferibile correggere prima ventilazione e irrigazione.

Controllare il drenaggio nei terrari tropicali

Nei terrari con piante vere e substrato profondo può essere presente uno strato drenante sul fondo.

La sua funzione è permettere all’acqua in eccesso di scendere sotto il substrato anziché mantenerlo costantemente saturo.

Se lo strato drenante è completamente pieno d’acqua, però, l’umidità può rimanere molto elevata e il substrato può non riuscire ad asciugarsi.

Quando il sistema è progettato per consentire il drenaggio manuale, elimina l’acqua in eccesso seguendo la procedura prevista.

Non lasciare il fondo permanentemente allagato a meno che l’allestimento sia stato progettato appositamente come paludario o habitat semiacquatico.

Controllare dimensioni e posizione della ciotola dell’acqua

Anche la ciotola dell’acqua contribuisce all’umidità.

Più grande è la superficie d’acqua esposta, maggiore può essere l’evaporazione.

La posizione rispetto alla fonte di calore conta ancora di più. Una ciotola collocata vicino alla zona calda evapora molto più rapidamente rispetto alla stessa quantità d’acqua sistemata nella zona fresca.

Se devi ridurre l’umidità, valuta se la ciotola possa essere spostata nella parte più fresca del terrario, purché rimanga facilmente accessibile all’animale.

Non eliminare completamente l’acqua per abbassare l’umidità. Le necessità di idratazione dell’animale hanno la precedenza.

Controllare eventuali fontane e cascate decorative

Fontane, cascate e altre superfici d’acqua in movimento aumentano l’evaporazione.

In un terrario tropicale possono essere parte dell’allestimento, ma se l’umidità è diventata eccessiva è opportuno valutare quanto contribuiscano al problema.

Puoi spegnere temporaneamente l’elemento e osservare come cambiano i valori nelle successive 24 ore, sempre rispettando le necessità della specie.

Le cascate richiedono inoltre pulizia accurata. Acqua stagnante e componenti sporchi possono diventare un problema indipendentemente dall’umidità relativa.

Aumentare la temperatura serve a ridurre l’umidità?

L’umidità relativa dipende anche dalla temperatura. Riscaldando l’aria, a parità di quantità di vapore presente, la percentuale di umidità relativa può diminuire.

Questo non significa però che sia corretto alzare la temperatura del terrario soltanto per far scendere il numero visualizzato dall’igrometro.

La temperatura deve rispettare il gradiente termico richiesto dalla specie.

Un rettile può aver bisogno di una zona calda ben precisa e di una parte fresca altrettanto importante. Superare questi valori per “asciugare” il terrario può essere molto più pericoloso dell’umidità che si voleva correggere.

Utilizza quindi il calore solo secondo il normale programma termico dell’habitat.

Controllare la temperatura insieme all’umidità

Temperatura e umidità devono essere valutate contemporaneamente.

Un’umidità del 60% a una determinata temperatura non descrive esattamente la stessa condizione ambientale del 60% misurato a una temperatura molto diversa.

Installa quindi almeno un termometro affidabile insieme all’igrometro.

Per molte specie è utile controllare separatamente zona calda e zona fresca.

Non posizionare tutti i sensori nello stesso punto soltanto perché è più ordinato. Lo scopo è conoscere l’ambiente nel quale si muove l’animale, non creare un elegante centro meteorologico in un angolo del terrario.

Utilizzare una ventola per aumentare il ricambio d’aria

Quando la ventilazione passiva non è sufficiente, una piccola ventola progettata specificamente per terrari può aumentare la circolazione e il ricambio d’aria.

L’obiettivo non è creare una corrente forte direttamente sull’animale.

La ventola dovrebbe favorire lo scambio tra aria interna ed esterna e ridurre le zone stagnanti. Esistono piccoli sistemi a bassa tensione progettati proprio per terrari, utilizzati anche per ridurre condensa e ristagno.

La direzione del flusso conta. In molti casi è preferibile favorire l’estrazione dell’aria umida o un ricambio delicato piuttosto che puntare una corrente continua verso l’animale.

Qualunque ventola deve essere installata in modo che l’animale non possa raggiungere le pale o i cavi.

Non utilizzare una ventola troppo potente

Più aria non significa automaticamente ambiente migliore.

Una ventilazione eccessiva può abbassare troppo rapidamente umidità e temperatura e creare correnti d’aria costanti.

Può inoltre asciugare molto velocemente alcune aree localizzate del terrario.

Utilizza quindi dispositivi piccoli e regolabili quando possibile e controlla l’effetto attraverso igrometro e termometro.

Fai modifiche graduali. Passare da una teca quasi chiusa a un flusso continuo molto intenso rende difficile capire quale regolazione sia realmente necessaria.

Deumidificare la stanza invece del terrario

A volte il problema non nasce dall’allestimento.

Se il terrario si trova in una stanza con umidità ambientale dell’80%, sarà molto difficile mantenere al suo interno il 35 o 40% semplicemente aumentando qualche apertura.

Misura quindi anche l’umidità della stanza.

Se è molto elevata, può essere utile utilizzare un normale deumidificatore domestico nell’ambiente, non dentro il terrario.

Abbassando moderatamente l’umidità della stanza, l’aria che entra attraverso le prese di ventilazione sarà più asciutta e il terrario riuscirà a perdere acqua più facilmente.

Questa soluzione è particolarmente efficace in cantine, seminterrati e abitazioni molto umide.

Non mettere un normale deumidificatore dentro il terrario

Un deumidificatore domestico non è progettato per essere collocato nell’habitat di un rettile o di un anfibio.

Produce calore, utilizza elettricità e presenta aperture e componenti che possono essere pericolosi.

Anche i piccoli assorbiumidità chimici destinati ad armadi e stanze non dovrebbero essere inseriti liberamente nel terrario. Contengono sostanze che non devono essere raggiunte o ingerite dagli animali.

Per intervenire direttamente sulla ventilazione usa solo dispositivi espressamente idonei a questo tipo di ambiente.

La condensa sui vetri significa sempre umidità troppo alta?

Non necessariamente, ma è un indizio da valutare.

La condensa si forma quando il vapore acqueo incontra una superficie abbastanza fredda da trasformarsi in goccioline.

Può comparire temporaneamente dopo una nebulizzazione oppure durante la notte, quando i vetri si raffreddano.

Se invece le pareti rimangono bagnate per quasi tutta la giornata, l’ambiente potrebbe avere poca ventilazione o ricevere troppa acqua.

Controlla l’igrometro prima di trarre conclusioni.

Cosa fare se si forma continuamente muffa

Una comparsa occasionale di materiale fungino in un terrario bioattivo appena avviato può avere dinamiche differenti rispetto a una crescita persistente su arredi, pareti e substrato.

Se la muffa continua a svilupparsi rapidamente, verifica innanzitutto ventilazione e quantità di acqua introdotta.

Rimuovi materiale organico marcescente e residui di cibo.

Pulisci le zone interessate utilizzando soltanto metodi compatibili con gli animali ospitati.

Non spruzzare fungicidi domestici all’interno del terrario.

Se il problema persiste nonostante una gestione corretta, può essere necessario sostituire parte del substrato e rivedere completamente l’equilibrio tra acqua e ventilazione.

Terrario bioattivo troppo umido

Un terrario bioattivo richiede un certo livello di umidità nel substrato per sostenere piante e organismi decompositori, ma non deve necessariamente essere zuppo.

Controlla gli strati inferiori attraverso il vetro quando possibile.

Se il drenaggio è completamente pieno, elimina l’acqua in eccesso attraverso l’apposito sistema.

Riduci l’irrigazione delle piante e verifica se stai utilizzando specie vegetali che richiedono molta più acqua dell’animale ospitato.

Aumenta progressivamente il ricambio d’aria.

In alcuni casi il problema nasce proprio da un allestimento vegetale pensato come foresta pluviale inserito nell’habitat di un animale che richiede condizioni molto più asciutte.

Creare una zona umida invece di mantenere umido tutto il terrario

Alcuni rettili che vivono in ambienti relativamente asciutti necessitano comunque di accesso occasionale a un microambiente più umido, per esempio durante la muta.

In questi casi può essere preferibile utilizzare una tana umida invece di aumentare l’umidità di tutto il terrario.

Il principio è semplice: la maggior parte dell’habitat rimane nell’intervallo ambientale previsto, mentre una piccola zona contiene materiale capace di mantenere maggiore umidità.

Per specie come il geco leopardino questo approccio permette di offrire un microclima utile senza trasformare l’intera teca in un ambiente tropicale.

Anche la tana umida deve essere controllata e mantenuta pulita.

Aprire le porte del terrario per farlo asciugare?

Lasciare aperto il terrario non è una buona soluzione se all’interno si trova un animale che potrebbe fuggire.

Durante lavori di manutenzione, con l’animale temporaneamente trasferito in un contenitore sicuro e idoneo, può essere possibile aumentare il ricambio d’aria per far asciugare un substrato accidentalmente bagnato.

Nella gestione quotidiana, però, bisogna risolvere il problema attraverso la ventilazione strutturale del terrario.

Una teca che raggiunge valori corretti soltanto quando la porta viene lasciata aperta non è regolata adeguatamente.

Attenzione all’umidità notturna

È normale che l’umidità relativa possa salire durante la notte.

Quando le lampade si spengono, la temperatura dell’aria diminuisce e l’umidità relativa può aumentare anche senza aggiungere altra acqua.

Non cercare quindi di mantenere necessariamente lo stesso numero durante tutte le 24 ore.

Verifica invece quale oscillazione notturna sia appropriata per la specie.

Se il valore sale durante la notte e torna normalmente più basso dopo l’accensione delle lampade, il comportamento può essere completamente diverso da un terrario che rimane saturo giorno e notte.

Cosa fare in estate

Durante l’estate anche la stanza può diventare molto più umida.

In questo periodo aumentare la ventilazione della stanza o utilizzare un deumidificatore ambientale può essere più efficace che modificare continuamente il terrario.

Controlla però anche le temperature. Un ambiente caldo e umido richiede particolare attenzione perché non puoi risolvere il problema semplicemente aggiungendo altra fonte di calore.

Se utilizzi ventole, verifica che non modifichino eccessivamente il gradiente termico.

Cosa fare in inverno

In inverno può verificarsi la situazione opposta: l’aria domestica riscaldata diventa molto secca.

Un terrario che in agosto aveva bisogno di maggiore ventilazione potrebbe avere difficoltà a mantenere l’umidità minima necessaria in gennaio.

Questo è un altro motivo per cui le regolazioni devono essere basate sulle misurazioni e non su una configurazione fissata una volta per tutte.

Controlla periodicamente temperatura e umidità durante il cambio delle stagioni.

Non utilizzare riso, sale o altri rimedi casalinghi

Per assorbire l’umidità vengono talvolta suggeriti recipienti contenenti riso, sale, bicarbonato o sostanze simili.

In un terrario con animali non è una buona strategia.

Il loro effetto sull’umidità complessiva è difficilmente controllabile e alcuni materiali potrebbero essere rovesciati, ingeriti o entrare in contatto con l’animale.

Se il terrario è troppo umido bisogna correggere la causa: troppa acqua, ventilazione insufficiente, substrato inappropriato o ambiente circostante troppo umido.

Un bicchiere di riso nell’angolo non risolve un problema strutturale.

Come capire se il terrario sta diventando troppo secco

Dopo avere aumentato la ventilazione continua a controllare l’igrometro.

Se l’umidità scende sotto l’intervallo richiesto, riduci la modifica.

Osserva anche il comportamento dell’animale, ma non utilizzarlo come unico strumento di misura. Alterazioni nella muta, uso insolito della ciotola o permanenza continua nella zona umida possono avere diverse spiegazioni e meritano una valutazione complessiva.

Per dubbi sulla salute di rettili o anfibi è opportuno rivolgersi a un veterinario esperto in animali esotici.

Ridurre l’umidità gradualmente

Se il terrario è rimasto al 75% e dovrebbe stare molto più in basso, la tentazione è aprire tutto e portarlo immediatamente al valore desiderato.

È generalmente più utile procedere con metodo.

Riduci prima la nebulizzazione e controlla l’effetto.

Se non basta, aumenta moderatamente la ventilazione.

Successivamente valuta substrato e posizione dell’acqua.

Modificando un elemento per volta puoi capire quale fosse realmente la causa e trovare una configurazione stabile.

Quando bisogna cambiare il terrario

Alcuni contenitori sono semplicemente poco adatti alle esigenze della specie ospitata.

Una teca quasi completamente chiusa può trattenere molto bene calore e umidità e risultare ottima per alcuni ambienti tropicali, ma difficile da gestire per un rettile deserticolo.

Al contrario, una struttura con ampie superfici in rete disperde rapidamente umidità e può complicare la gestione di specie tropicali.

Se per mantenere i valori corretti devi continuamente improvvisare coperture, ventilatori e aperture, valuta se il terrario abbia caratteristiche adeguate.

Scegliere fin dall’inizio una struttura con ventilazione coerente con la specie rende molto più semplice tutta la gestione successiva.

Come impostare una routine di controllo

Una volta corretta l’umidità, evita di smettere completamente di controllarla.

Leggi igrometro e termometro ogni giorno almeno durante il periodo di regolazione.

Può essere utile annotare per qualche settimana temperatura, umidità mattutina, valore pomeridiano e attività di nebulizzazione.

Emergeranno rapidamente degli schemi.

Potresti scoprire, per esempio, che una nebulizzazione serale porta l’umidità al valore corretto durante la notte e che entro metà mattina torna nell’intervallo normale.

Una semplice registrazione è molto più utile di continue modifiche fatte a memoria.

Errori da evitare quando si deumidifica un terrario

Il primo errore è ridurre l’umidità senza conoscere le esigenze della specie.

Il secondo è affidarsi a un solo valore letto dall’igrometro subito dopo una nebulizzazione.

Evita di aumentare la temperatura oltre i limiti previsti soltanto per abbassare l’umidità relativa.

Non eliminare l’acqua potabile necessaria all’animale.

Non inserire deumidificatori domestici o assorbiumidità chimici all’interno della teca.

Evita ventole troppo potenti e correnti dirette continue sull’animale.

Non utilizzare fungicidi o prodotti domestici per combattere la muffa senza verificarne la sicurezza.

Infine, non modificare contemporaneamente cinque elementi dell’allestimento. Se il valore diventa corretto non saprai quale intervento abbia funzionato e sarà difficile mantenerlo stabile.

Come deumidificare correttamente un terrario

Quando l’igrometro conferma che il terrario rimane troppo umido rispetto alle esigenze della specie, il primo intervento consiste generalmente nel ridurre l’acqua introdotta e migliorare il ricambio d’aria.

Controlla quindi nebulizzazioni, fogger e irrigazione delle piante. Se il substrato è continuamente fradicio, lascialo asciugare o sostituisci le parti eccessivamente bagnate quando il tipo di allestimento lo permette.

Libera le aperture di ventilazione e aumenta progressivamente la superficie disponibile per il ricambio d’aria. Se la ventilazione passiva non è sufficiente, può essere valutata una piccola ventola specifica per terrari, installata in sicurezza e utilizzata per creare un flusso delicato.

Controlla anche la ciotola dell’acqua. Se si trova direttamente nella zona più calda e produce molta evaporazione, spostarla nella parte fresca può contribuire a ridurre l’umidità senza privare l’animale dell’accesso all’acqua.

Nei terrari bioattivi verifica lo strato drenante e l’irrigazione. Un fondo permanentemente saturo può continuare a rilasciare umidità per molto tempo.

Misura inoltre l’umidità della stanza. Se l’aria domestica è già molto umida, un deumidificatore utilizzato nella stanza può essere più efficace e controllabile di qualsiasi tentativo di asciugare direttamente la teca.

Continua a controllare contemporaneamente temperatura e umidità. Non sacrificare il gradiente termico corretto per ottenere semplicemente una percentuale più bassa sull’igrometro.

Per alcune specie che richiedono un ambiente generalmente asciutto ma necessitano di maggiore umidità durante la muta, una tana umida permette di creare un microclima localizzato senza aumentare l’umidità dell’intero terrario.

La vera soluzione non consiste quindi nel trovare un prodotto capace di “mangiare” l’umidità. Bisogna stabilire un equilibrio tra acqua introdotta, evaporazione e ricambio d’aria. Quando questi tre elementi sono correttamente regolati, il terrario tende a mantenere da solo valori molto più stabili.

Procedi sempre gradualmente e osserva il comportamento dell’ambiente per almeno uno o due cicli completi di giorno e notte prima di effettuare una nuova modifica. Una percentuale che sale dopo la nebulizzazione e poi scende può essere perfettamente normale. Il problema è un’umidità persistentemente superiore a quella richiesta dalla specie, accompagnata magari da vetri costantemente bagnati, substrato saturo e aria stagnante.

Una volta individuata la causa, mantenere il valore corretto diventa molto più semplice. E spesso si scopre che non serviva alcun dispositivo complicato: bastava nebulizzare un po’ meno, liberare una griglia che era stata coperta o spostare la ciotola dell’acqua lontano dalla fonte di calore. Nel terrario, come in molti piccoli ecosistemi, l’equilibrio conta molto più della forza con cui si cerca di correggerlo.

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