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Errore 133 Caldaia Baxi – Cause e Soluzioni

L’errore 133 sulla caldaia Baxi indica, sui modelli che utilizzano questa codifica, un problema legato alla mancata accensione o alla mancata rilevazione della fiamma. In alcuni manuali Baxi più datati il messaggio viene descritto semplicemente come “mancanza gas”, mentre su serie come Luna Duo-tec viene specificato in modo più preciso come “mancata accensione dopo 5 tentativi”. In pratica, la caldaia prova ad avviare il bruciatore ma non riesce a stabilire una fiamma correttamente riconosciuta dal sistema di controllo.

Il codice può comparire per una causa banale, per esempio perché il rubinetto del gas è chiuso o perché l’alimentazione è stata temporaneamente interrotta. Può però dipendere anche da problemi che richiedono un tecnico, come pressione del gas insufficiente, elettrodo di accensione o rilevazione difettoso, valvola gas, accenditore, scarico della condensa o altri componenti del sistema di combustione. Per questo continuare semplicemente a premere Reset non è una vera soluzione.

La prima cosa da fare è distinguere ciò che l’utente può verificare in sicurezza da ciò che appartiene alla manutenzione tecnica. Controllare se il gas è disponibile e verificare il modello della caldaia è ragionevole. Aprire la camera di combustione, misurare la pressione del gas o intervenire sugli elettrodi non lo è.

Vediamo quindi cosa significa l’errore 133 della caldaia Baxi, quali sono le cause più probabili e quali controlli effettuare prima di rivolgersi a un Centro Assistenza Tecnica.

Indice

  • 1. Cosa significa l’errore 133 della caldaia Baxi
  • 2. Errore 133 ed errore E133 sono la stessa cosa?
  • 3. La causa più semplice: il gas non arriva alla caldaia
  • 4. Controllare se il gas è disponibile nell’abitazione
  • 5. L’errore 133 può comparire dopo la riapertura del gas
  • 6. Si può fare il reset dell’errore 133?
  • 7. Perché non bisogna fare reset continui
  • 8. La pressione dell’acqua può causare l’errore 133?
  • 9. La pressione del gas può essere insufficiente
  • 10. L’errore 133 può dipendere dall’elettrodo di accensione
  • 11. Elettrodo di rilevazione della fiamma
  • 12. Come capire se la fiamma parte e poi si spegne
  • 13. La valvola gas può essere la causa
  • 14. Problemi allo scarico della condensa
  • 15. Errore 133 quando fa molto freddo
  • 16. Il bruciatore sporco può provocare problemi di accensione
  • 17. Il ventilatore può avere un ruolo nella mancata accensione
  • 18. Errore 133 dopo una manutenzione
  • 19. Errore 133 dopo un blackout
  • 20. Cosa fare se l’errore compare solo ogni tanto
  • 21. Cosa fare se la caldaia dà 133 solo in acqua calda
  • 22. Cosa fare se 133 compare soltanto con il riscaldamento
  • 23. Errore 133 e manutenzione della caldaia
  • 24. Quando è necessario chiamare l’assistenza
  • 25. Cosa controllerà il tecnico
  • 26. Cosa non bisogna fare con una caldaia in errore 133
  • 27. Cosa fare se si sente odore di gas
  • 28. Come prevenire la ricomparsa dell’errore 133
  • 29. Errori da evitare nella diagnosi del codice 133
  • 30. Cosa fare in pratica con l’errore 133 della caldaia Baxi

Cosa significa l’errore 133 della caldaia Baxi

Il significato preciso dipende dalla serie, ma il concetto di fondo rimane legato all’accensione.

Nel manuale della Baxi Luna Duo-tec IN, il codice 133 viene definito come mancata accensione dopo cinque tentativi. Su modelli come Nuvola3 Comfort HT il codice 133E viene invece descritto come mancanza gas.

Le due definizioni non sono in contraddizione. Se non arriva gas al bruciatore, infatti, la fiamma non può accendersi. Ma la mancata accensione può essere provocata anche da altre condizioni, motivo per cui non bisogna concludere automaticamente che il problema si trovi nel contatore.

La scheda elettronica avvia una sequenza precisa: verifica le condizioni necessarie, attiva il sistema di accensione, comanda la valvola gas e controlla attraverso l’elettrodo di rilevazione che la fiamma sia effettivamente presente. Se il processo fallisce ripetutamente, entra in blocco per sicurezza.

Errore 133 ed errore E133 sono la stessa cosa?

Nella pratica, sulle diverse generazioni Baxi il codice può essere visualizzato come 133, E133 oppure 133E.

La forma grafica dipende dal pannello di comando e dalla serie della caldaia.

Per questo è importante recuperare il manuale specifico del proprio modello. Non bisogna basarsi esclusivamente sul fatto che due caldaie appartengano allo stesso marchio.

Una Baxi Luna, una Luna Duo-tec, una Nuvola o una caldaia di generazione più recente possono utilizzare pannelli e procedure di riarmo differenti.

La causa più semplice: il gas non arriva alla caldaia

Prima di pensare a elettrodi e schede elettroniche, bisogna verificare la cosa più semplice.

Il rubinetto di intercettazione del gas della caldaia è aperto?

Può essere stato chiuso durante lavori, manutenzione, pulizie o un lungo periodo di inutilizzo. Nei manuali tecnici Baxi, tra le verifiche associate alla mancata accensione viene indicato proprio il controllo della valvola di intercettazione del gas.

Se il rubinetto è chiaramente nella normale posizione di apertura prevista dall’impianto, non manipolarlo ripetutamente.

Se invece non sai identificarlo con certezza, è meglio non improvvisare.

Controllare se il gas è disponibile nell’abitazione

Se in casa esistono altri apparecchi alimentati a gas, il loro comportamento può fornire un’indicazione utile.

Se nessun apparecchio riceve gas, il problema potrebbe essere a monte della caldaia.

Potrebbero esserci un’interruzione della fornitura, un rubinetto generale chiuso oppure un problema dell’impianto.

Non utilizzare però fornelli o altri apparecchi come “strumenti diagnostici” se percepisci odore di gas. In quel caso bisogna seguire immediatamente le procedure di sicurezza relative a una possibile fuga.

L’errore 133 può comparire dopo la riapertura del gas

Sì. Dopo un’interruzione della fornitura o dopo lavori sull’impianto, nelle tubazioni può essere presente aria.

Il manuale tecnico di alcune serie Baxi include proprio la presenza di aria nel circuito di alimentazione gas tra gli elementi da verificare quando si verifica la mancata accensione.

La rimozione dell’aria dalla linea gas, però, non è un’operazione da effettuare autonomamente sulla caldaia.

Se il problema compare immediatamente dopo un intervento sull’impianto gas, la soluzione più sensata è contattare l’installatore o il tecnico che ha effettuato il lavoro.

Si può fare il reset dell’errore 133?

Sui modelli che lo prevedono, sì. Baxi consente all’utente di effettuare un tentativo di riarmo attraverso i comandi del pannello.

La procedura cambia però tra le serie. Per esempio, alcuni modelli utilizzano un tasto Reset, mentre il manuale della Nuvola3 Comfort HT prevede due pressioni del tasto OK.

Per questo bisogna seguire il manuale della propria caldaia.

Un singolo reset può essere ragionevole se si è verificata una condizione temporanea, per esempio dopo una breve interruzione della fornitura.

Se il codice ricompare, non continuare a resettare in modo indefinito.

Perché non bisogna fare reset continui

Il blocco per mancata accensione è una protezione.

Se la caldaia ha già tentato più volte di accendere il bruciatore senza riuscirci, ripetere continuamente il comando di riarmo non elimina la causa.

Su Luna Duo-tec IN, per esempio, Baxi indica che sono possibili cinque tentativi consecutivi di riarmo. Dopodiché la caldaia rimane bloccata e bisogna attendere prima di poter effettuare un nuovo tentativo.

Questo limite serve proprio a impedire una sequenza infinita di accensioni fallite.

Se dopo un reset correttamente eseguito compare nuovamente 133, bisogna iniziare a cercare il motivo.

La pressione dell’acqua può causare l’errore 133?

Normalmente non è la causa diretta indicata da Baxi per questo codice.

Le caldaie dispongono di anomalie specifiche per problemi di pressione o circolazione dell’acqua.

Ciò non significa che il manometro debba essere ignorato. Se la pressione dell’impianto è palesemente fuori dai valori previsti dal manuale, va comunque ripristinata o verificata.

Ma non conviene attribuire automaticamente il codice 133 a una pressione bassa dell’impianto di riscaldamento.

Il problema principale da indagare rimane la mancata formazione o rilevazione della fiamma.

La pressione del gas può essere insufficiente

Una caldaia può ricevere gas ma non nella quantità o alla pressione necessaria durante la fase di accensione.

Baxi include la verifica della pressione di alimentazione del gas tra i controlli tecnici previsti in caso di mancata accensione.

Questa misurazione richiede però strumenti specifici e competenze professionali.

Non bisogna tentare di intervenire su regolatori, contatore, valvola gas o punti di misura della caldaia.

Il tecnico può verificare la pressione statica e quella durante il funzionamento e stabilire se l’alimentazione rimane entro i valori previsti dal modello e dal tipo di gas utilizzato.

L’errore 133 può dipendere dall’elettrodo di accensione

Sì. La fiamma deve prima essere generata.

L’elettrodo di accensione produce la scintilla necessaria ad accendere la miscela di aria e gas nel bruciatore. Se la scintilla manca, è debole oppure avviene nella posizione sbagliata, il bruciatore può non accendersi.

Il problema può dipendere dall’elettrodo stesso, dal cablaggio, dall’accenditore o dal posizionamento.

Sono però componenti interni della caldaia e non devono essere smontati o regolati dall’utente.

Se durante la richiesta di calore non si sente alcuna sequenza di accensione e compare 133, comunica questo dettaglio al tecnico.

Elettrodo di rilevazione della fiamma

Accendere la fiamma non basta. La caldaia deve anche sapere che si è accesa.

Per questo viene utilizzato un elettrodo di rilevazione che permette all’elettronica di confermare la presenza della combustione.

Se la fiamma esiste ma non viene correttamente rilevata, la scheda interrompe l’alimentazione del gas per sicurezza.

Dal punto di vista dell’utente il risultato può essere molto simile a una mancata accensione: il bruciatore prova a partire e poco dopo la caldaia entra in blocco.

Nei controlli tecnici Baxi relativi al codice 133 vengono infatti citati il cavetto, il contatto con l’elettrodo di rilevazione e il sistema di accensione.

Come capire se la fiamma parte e poi si spegne

Senza aprire la caldaia puoi limitarti ad ascoltare il normale ciclo di funzionamento.

Se senti il tentativo di accensione, un breve avvio e poi l’arresto, annotalo.

Non cercare però di osservare il bruciatore aprendo pannelli o rimuovendo il mantello.

Il tecnico potrà controllare direttamente la sequenza e misurare il segnale di rilevazione.

Una descrizione precisa del comportamento è già molto utile: “parte per due secondi e poi si spegne” fornisce più informazioni di “non funziona”.

La valvola gas può essere la causa

La valvola gas controlla l’afflusso di combustibile al bruciatore.

Se non apre correttamente oppure presenta un’anomalia elettrica o meccanica, la caldaia può effettuare la sequenza di accensione senza riuscire a generare una fiamma stabile.

Alcuni modelli Baxi dispongono anche di codici specifici per determinati guasti della valvola gas, quindi non bisogna considerarla automaticamente colpevole quando compare 133.

La sua verifica richiede comunque strumenti e personale qualificato.

Non tentare mai di regolare manualmente la valvola o modificare parametri della combustione.

Problemi allo scarico della condensa

Sulle caldaie a condensazione anche lo scarico della condensa può entrare nella diagnosi di alcuni problemi di accensione.

La documentazione tecnica di serie Baxi come Luna Duo-tec indica, tra i controlli legati alla mancata accensione, anche la verifica del corretto funzionamento dello scarico condensa.

Una tubazione ostruita, schiacciata o congelata in condizioni particolari può quindi richiedere attenzione.

L’utente può controllare visivamente soltanto le parti esterne e accessibili senza smontare la caldaia.

Non aprire sifoni interni o componenti tecnici se non previsto espressamente dal manuale utente.

Errore 133 quando fa molto freddo

Se l’anomalia compare soltanto durante periodi di gelo intenso, informa il tecnico.

Su impianti nei quali tratti dello scarico condensa passano in zone esposte alle basse temperature, il gelo può creare problemi se l’installazione non garantisce un corretto deflusso.

Non utilizzare fiamme libere, pistole termiche o acqua bollente sui tubi.

Se sospetti un tratto congelato, la situazione deve essere gestita secondo le indicazioni dell’installatore e del costruttore.

Il bruciatore sporco può provocare problemi di accensione

Una combustione corretta dipende anche dallo stato del bruciatore e del sistema di miscelazione aria-gas.

La manutenzione periodica serve proprio a controllare e pulire le parti interessate quando necessario.

Un bruciatore sporco o in cattive condizioni può contribuire a una fiamma instabile o a difficoltà di accensione.

La pulizia del bruciatore, però, non fa parte delle normali operazioni dell’utente.

La camera di combustione deve essere aperta da personale qualificato, che deve poi verificare il corretto rimontaggio e il funzionamento della caldaia.

Il ventilatore può avere un ruolo nella mancata accensione

Nelle caldaie a condensazione il ventilatore partecipa alla gestione della miscela aria-gas e all’evacuazione dei prodotti della combustione.

Problemi importanti al ventilatore possono generare codici specifici, ma una sequenza di combustione non corretta può richiedere al tecnico di controllare anche questa parte del sistema.

Non bisogna però trasformare ogni errore 133 in una diagnosi di ventilatore guasto.

La sequenza di verifica deve partire dalle indicazioni fornite dal modello e dal comportamento reale della caldaia.

Errore 133 dopo una manutenzione

Se il codice compare immediatamente dopo un intervento sulla caldaia o sull’impianto gas, contatta chi ha effettuato il lavoro.

Potrebbe trattarsi di una coincidenza, ma il momento in cui nasce il problema è un’informazione diagnostica importante.

Una valvola lasciata chiusa, aria nella linea gas, un collegamento non corretto o una regolazione da verificare possono essere controllati rapidamente dal tecnico che conosce l’intervento appena eseguito.

Non modificare autonomamente ciò che è stato regolato durante la manutenzione.

Errore 133 dopo un blackout

Una breve interruzione di corrente può interrompere una normale sequenza di funzionamento.

Se dopo il ritorno dell’alimentazione compare 133 una sola volta, verifica che il gas sia disponibile e prova il riarmo previsto dal manuale.

Se la caldaia riparte e continua a funzionare regolarmente, la situazione può essere stata temporanea.

Se invece l’errore ritorna a ogni nuova richiesta, il blackout potrebbe soltanto aver coinciso con la comparsa di un problema già presente.

Continuare a togliere e ripristinare corrente non sostituisce una diagnosi.

Cosa fare se l’errore compare solo ogni tanto

Un errore intermittente merita attenzione proprio perché può essere difficile da riprodurre quando arriva il tecnico.

Annota quindi quando succede.

Compare soltanto al mattino? Solo durante una richiesta di acqua calda? Soltanto con temperature esterne molto basse? Dopo diverse ore di inattività?

Prendi nota anche di eventuali rumori o della presenza di altri codici prima del 133.

Una fotografia del display può essere utile.

Non considerare normale un blocco che richiede un reset ogni pochi giorni. Una caldaia correttamente funzionante non dovrebbe aver bisogno di riarmi periodici per continuare a lavorare.

Cosa fare se la caldaia dà 133 solo in acqua calda

Se la caldaia funziona regolarmente in riscaldamento ma entra in errore quando apri un rubinetto dell’acqua calda, segnala questa caratteristica al tecnico.

La richiesta sanitaria può portare la caldaia a condizioni di potenza differenti rispetto al normale funzionamento dei radiatori.

Il fatto che l’anomalia dipenda dalla modalità di utilizzo può aiutare a restringere la diagnosi.

Non modificare parametri di potenza o impostazioni tecniche dal menu installatore.

Cosa fare se 133 compare soltanto con il riscaldamento

Vale lo stesso principio.

Se l’acqua calda sanitaria funziona ma il blocco arriva quando parte il termostato ambiente, comunica l’informazione al Centro Assistenza.

Il tecnico potrà riprodurre la specifica condizione e controllare la sequenza di accensione.

La distinzione tra errore casuale e problema legato a una determinata richiesta è spesso molto più utile di quanto sembri.

Errore 133 e manutenzione della caldaia

Una manutenzione eseguita con la frequenza prevista aiuta a prevenire diversi problemi di combustione.

Il tecnico può verificare condizioni del bruciatore, elettrodi, scarico condensa, tenuta e corretto funzionamento dei componenti.

Può inoltre controllare i parametri di combustione con gli strumenti appropriati.

La manutenzione non garantisce che un componente elettronico non possa mai guastarsi, ma riduce la probabilità che piccoli problemi di sporco o usura vengano trascurati fino al blocco.

Quando è necessario chiamare l’assistenza

Se l’errore 133 ricompare dopo un corretto tentativo di riarmo e il gas risulta disponibile, è opportuno contattare un tecnico.

Serve assistenza anche quando la caldaia tenta ripetutamente l’accensione senza riuscirci, quando si accende e si spegne subito oppure quando il problema si presenta con frequenza crescente.

Prima della chiamata annota modello esatto, codice visualizzato e momento nel quale si verifica.

Spiega se altri apparecchi ricevono regolarmente gas e se il problema è comparso dopo interventi, blackout o sospensione della fornitura.

Queste informazioni possono velocizzare notevolmente il controllo.

Cosa controllerà il tecnico

Il tecnico potrà verificare innanzitutto l’alimentazione gas e la pressione disponibile alla caldaia.

Controllerà quindi la sequenza di accensione e, in base al modello, elettrodi, accenditore e collegamenti elettrici.

Potrà verificare il segnale di rilevazione della fiamma e il funzionamento della valvola gas.

Sulle caldaie a condensazione potrà controllare anche lo scarico della condensa e gli altri componenti coinvolti nella combustione.

Se questi elementi funzionano correttamente, la diagnosi potrà proseguire sulla scheda elettronica o su altri dispositivi previsti dal modello.

La cosa importante è procedere attraverso misurazioni, non sostituendo componenti a tentativi.

Cosa non bisogna fare con una caldaia in errore 133

Non aprire la camera di combustione per controllare se esiste la scintilla.

Non smontare o pulire autonomamente gli elettrodi.

Non modificare la valvola gas e non intervenire sui parametri di combustione.

Non utilizzare accendini o altre fiamme per cercare perdite.

Non continuare a effettuare reset se la caldaia torna immediatamente in blocco.

E soprattutto non disattivare dispositivi di sicurezza con l’obiettivo di far partire comunque il bruciatore.

Cosa fare se si sente odore di gas

Se percepisci odore di gas, l’errore 133 passa in secondo piano.

Non tentare il reset della caldaia e non cercare di accenderla.

Evita fiamme libere e non azionare interruttori elettrici nelle condizioni in cui ciò possa generare una scintilla.

Segui le procedure di sicurezza previste per una possibile fuga di gas, chiudi il gas se puoi farlo in sicurezza e contatta il servizio di pronto intervento competente.

Una mancata accensione non autorizza mai a ignorare un possibile problema di tenuta.

Come prevenire la ricomparsa dell’errore 133

Non tutte le cause possono essere prevenute, ma una manutenzione corretta aiuta.

Fai controllare periodicamente la caldaia secondo le indicazioni del produttore e la normativa applicabile.

Non coprire o modificare i sistemi di aspirazione e scarico.

Segnala al tecnico eventuali blocchi sporadici anziché aspettare che diventino quotidiani.

Se il problema compare in seguito a lavori sull’impianto gas, fai verificare l’installazione prima di considerarlo definitivamente risolto.

Sulle caldaie a condensazione presta inoltre attenzione allo scarico esterno della condensa e segnala eventuali anomalie, soprattutto se si trova in una posizione esposta al gelo.

Errori da evitare nella diagnosi del codice 133

Il primo errore è concludere che 133 significhi sempre e soltanto “il gas è finito”.

L’assenza di gas è certamente una delle prime condizioni da verificare, ma su modelli come Luna Duo-tec Baxi descrive il codice più precisamente come mancata accensione dopo diversi tentativi.

Il secondo errore consiste nel cambiare la pressione dell’acqua pensando che risolva necessariamente il problema.

Un altro errore frequente è resettare la caldaia ogni giorno e considerare normale che il blocco ritorni.

Evita infine le riparazioni fai da te sulla combustione. Elettrodi, valvola gas e scheda non sono equivalenti a un filtro lavabile o a una normale regolazione del termostato.

Cosa fare in pratica con l’errore 133 della caldaia Baxi

Quando compare il codice 133, parti dal significato corretto: la caldaia non è riuscita ad accendere o mantenere una fiamma correttamente rilevata durante la sequenza prevista.

Identifica innanzitutto il modello Baxi e consulta il relativo manuale. La procedura di riarmo e la descrizione esatta possono variare tra serie.

Controlla quindi dall’esterno che il gas sia disponibile e che il rubinetto di intercettazione normalmente destinato alla caldaia non sia stato accidentalmente chiuso.

Se non percepisci odore di gas e il manuale lo permette, puoi effettuare un singolo tentativo di reset attraverso il comando previsto.

Se la caldaia riparte e continua a funzionare normalmente, osserva il comportamento nei giorni successivi. Una condizione transitoria può essersi risolta.

Se invece il codice 133 ritorna, non insistere con numerosi tentativi. A quel punto devono essere verificati elementi come pressione e alimentazione del gas, sequenza di accensione, elettrodi, rilevazione della fiamma, valvola gas e, sulle caldaie a condensazione, corretto scarico della condensa.

Queste verifiche richiedono strumenti e competenze tecniche. Non aprire quindi la caldaia per cercare personalmente il componente responsabile.

Se l’anomalia si presenta soltanto in determinati momenti, annotalo. Specifica se succede durante il riscaldamento, quando apri l’acqua calda, dopo un lungo periodo di inattività o quando fa molto freddo. Anche un errore apparentemente casuale può seguire uno schema ben preciso.

Un’attenzione particolare va riservata ai blocchi ripetuti. Se ogni mattina devi premere Reset per far partire la caldaia, non hai risolto il problema: lo stai semplicemente riarmando. Il dispositivo di controllo continua a rilevare una condizione che non considera sicura o corretta.

La buona notizia è che il codice 133 restringe già molto il campo della diagnosi. Non dice automaticamente quale componente sia guasto, ma indica chiaramente che bisogna concentrarsi sulla sequenza di accensione e sulla presenza della fiamma.

La soluzione corretta consiste quindi nel verificare prima le cause esterne semplici e affidare il resto a un tecnico qualificato. È meno spettacolare di smontare il pannello con un cacciavite seguendo un video trovato online, ma sulle caldaie a gas è anche decisamente più sensato.

Quando il problema viene diagnosticato e corretto alla radice, la caldaia deve tornare ad accendersi normalmente senza richiedere reset periodici. Se invece il codice continua a comparire, è necessario proseguire la diagnosi attraverso un Centro Assistenza Tecnica Baxi, fornendo modello, codice e condizioni precise nelle quali si verifica l’anomalia.

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